Is Mascareddas

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Spettacoli

La saga di Areste Paganos
Areste Paganos e la farina del Diavolo
Areste Paganos e i Giganti
Areste Paganos e lo strano caso del paese di Trastullas

Le storie di Leo

Chi ha paura della mortadella?

La saga di Areste Paganos TORNA SU
Gli spettacoli sono rivolti al pubblico di tutte le età. Si possono organizzare in orario serale,
all’aperto in piazza, giardino, cortile ma è importante che sia raccolto e che ci siano le sedie per gli spettatori.

Esigenze tecniche per tutti gli spettacoli
Spazio: larghezza mt.4, profondità mt.3, altezza minima 3,10
Carico luci: 3 KW 220 V.
Montaggio: 2 ore - smontaggio: 1 ora e mezza
Durata spettacolo: 60 minuti

Areste Paganos e la farina del Diavolo TORNA SU
Tre vicende che si intersecano, si confondono, si incrociano per costruire un unico filo narrativo.
Ecco allora la storia d’amore tra Rocco e Rosina, contrastata e ostacolata dall’odio storico tra le loro famiglie, gli Scorpioni Verdi e i Ragni Blu.
Ed ecco anche le peripezie di Areste Paganos, figlio di Pulcinella e di Belzebù, che deve entro tre giorni riportare la pace.
In caso di insuccesso, subirà le ire della “signora” che tutto comanda.
Sorprese e colpi di scena si insinuano tra duelli e strane apparizioni, per concludersi nel più classico “lieto fine”.
Uno spettacolo che é anche una sfida: diciotto personaggi da interpretare, animare,
dotare di carattere ed espressività tenendo in costante equilibrio la parola e il gesto.

Areste Paganos e i Giganti TORNA SU
Due ragazzi nel loro paese fanno cattiverie di tutti i tipi, arroganti, spavaldi e prepotenti, se la prendono con uomini e cose.
Gli abitanti stanchi dei soprusi decidono di chiamare Areste Paganos.
Il nostro Personaggio, armato di intelligenza e ironia , rifiuta qualsiasi prova di forza che i due "balordi" gli propongono,
a sua volta lancia una "sfida memorabile"che riuscirà a modificare definitivamente l'atteggiamento negativo dei due balordi
riportando la pace nel paese.
Questo allestimento di burattini ispirato alla tradizione popolare italiana affronta argomenti e tematiche attuali,
vuole essere un ulteriore momento di approfondimento e riflessione sulla drammaturgia "burattinesca".

Areste Paganos e lo strano caso del paese di Trastullas TORNA SU
Nel piccolo paese di Trastullas le giornate trascorrono felici.
Armonia e tranquillità regnano da tempo immemorabile sulla vita di tutti.
Ma all’improvviso una strana pazzia fa breccia nell’animo degli abitanti.
Qualcuno comincia a lamentarsi perché non succede mai nulla, gli affari languono, la noia incombe. Non sarà che ci vuole un bandito?
Un eroe romantico,un uomo forte e tenebroso, come quelli di una volta?
A lungo invocato, alla fine il bandito entra in scena, e allora soltanto il coraggio e l’intelligenza di Areste Paganòs
sapranno riportare la pace a Trastullas, sbrogliando una matassa che rischiava di diventare inestricabile.
Liberamente ispirato al racconto Il bandito municipale di Giuseppe Fiori,
Areste Paganòs e lo strano caso del paese di Trastullas è il nuovo capitolo della saga del famoso burattino sardo
inventato da Antonio Murru e Donatella Pau.
Una storia avvincente, come un giallo, grottesca e surreale come una fiaba classica,
velocissima nel ritmo, ricca di colpi di scena e di continue sorprese.
Un apologo ironico e giocoso sul mito della forza, costruito con la scoppiettante comicità dei burattini
e l’antica sapienza del teatro popolare.

Le storie di Leo TORNA SU

Lettura-spettacolo animata e musicata dal vivo
dalle Favole di Leonardo da Vinci

Adattamento del testo, interpretazione e animazione a vista
Donatella Pau
clarinetto Angelo Vargiu
oggetti e animali Donatella Pau, Tonino Murru, Mimmo Ferrari
coproduzione Is Mascareddas - Laborintus

Un ragno trova riparo dai pericoli del mondo esterno in una serratura, ma vi trova anche la fine dei suoi giorni:
il confronto con la realtà è la sfida di ogni giorno, l’isolamento non porta a nulla.
Un fringuello preferisce uccidere i suoi piccoli piuttosto che saperli prigionieri per sempre:
l’amore materno non sia inutile lamento per la sorte tragica dei figli, ma coerenza con un principio inviolabile come l’amore per la libertà.
Nelle favole di Leonardo da Vinci entriamo fin dalle prime battute in una esperienza di scoperta straordinaria,
che incarna, con immediata evidenza, l’estraneità della grande letteratura per ragazzi ai facili pedagogismi,
il raggiungimento di profonde moralità attraverso il rifiuto di ogni moralismo paternalista calato dall’alto.
Il riso che affiora alle labbra ascoltandole è un riso frizzante, autenticamente istruttivo, perché creativo, vitale e intelligente,
che svela all’improvviso una verità non banale.
Ecco perché queste storie piacciono moltissimo ai bambini di oggi, perché non appartengono al genere edulcorato
che a loro per primi suona talvolta falso e quindi povero di insegnamenti.

Dopo venticinque anni di carriera, con un gesto che rimette in discussione i percorsi consolidati per ricercare strade nuove,
Donatella Pau esce dalla baracca dei burattini. Decide di rompere il guscio, la tana, la serratura del teatrino che l’ha accompagnata (con Tonino Murru) in tante tournée dall’Europa all’America. E lo fa per rendere omaggio alla genialità e alla sorprendente freschezza narrativa delle storie di Leonardo, complice la scoperta del loro felicissimo impatto sui bambini di una scuola per l’infanzia durante un laboratorio realizzato a Cagliari.

Un tavolino inclinato è scena essenziale e unico filtro tra spettacolo e spettatore, un tavolino che ha le fattezze di un banchetto di scuola antico, che sbuca da un passato indefinibile. Su esso appaiono, prendono la scena o trasvolano, per ritornare poi nel buio, oggetti che sembrano generati da un baule magico, e che miniaturizzano la variegata realtà inventata da Leonardo: formiche, fringuelli, chiavi, serrature, cardellini, falconi, anatre, ragni, farfalle, topi, ostriche, chicchi di grano, costruiti con una dedizione artigianale e una attenzione al dettaglio che sono un tratto costante della poetica visiva di Is Mascareddas.
Accanto, insostituibile compagno di viaggio nel coloratissimo atlante naturale e animale disegnato da Leonardo, sorride, punge, scherza senza sosta il clarinetto allegro e giocoso di Angelo Vargiu, musicista che ama la profonda leggerezza del sorriso, in un dialogo imprevedibile in cui la musica eseguita dal vivo dà guizzi alla comicità, suggerisce sviluppi curiosi ai temi affrontati, getta nuova luce nella trama dei racconti.

Chi ha paura della mortadella? TORNA SU

Teatro di burattini
Dai 7 anni

Testo e Animazione: Antonio Murru e Donatella Pau
Sceneggiatura e regia: Karin Koller
Burattini e oggetti di Donatella Pau, Antonio Murru e Sonia Carlini; decorazione Scena: Metamorphosi;
Sartoria: Adriana Geraldo
Registrazione audio: Studio Live

La storia

Il fratello della morte è il sonno, e questo lo sappiamo tutti. Meno noto è il fatto che la morte ha anche un figlio, e che il ragazzo si chiama Beniamino.
Beniamino ha le guance rosse, è ciccione, gli piace vestirsi con colori vivi e ballare il chachacha. Quando si emoziona, balbetta. Tutto ciò non rallegra certo il babbo. Ma Beniamino non ha la minima voglia di seguire le orme paterne: vuole fare a modo suo. Don Peppino, un vecchietto che suona magistralmente la fisarmonica, diventerà la prima grande sfida del piccolo Beniamino…

L'idea

La morte è uno dei soggetti più evitati nei discorsi con i bambini. Eppure le favole non hanno paura di trattare questo tema. Anzi, la morte è un elemento ricorrente, visto che le fiabe parlano molto delle paure e delle ansie nel passaggio tra l’età infantile e quella adulta. Un modo “giusto” per affrontare un soggetto così complesso non esiste, ma questo non significa che non si debba trattarlo, magari in una forma scherzosa e gioiosa. Nasce così una storia sulla morte che non fa paura, e anzi fa ridere e divertire i bambini. I burattini sono forse gli “attori” i più adatti per affrontare questa sfida. Perché la loro natura li predispone ad andare oltre il limite del raccontabile, sdrammatizzandolo. Basta pensare alle botte che volano sui palcoscenici del teatro dei burattini: non fanno male a nessuno, e attraverso la risata ci fanno scaricare tensioni e violenze ben più pericolose